Festa Del Dolore
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Festa del dolore
Uccidere animali "da carne" (brrrr, mi vengono i brividi a questa definizione) fuori dai luoghi deputati non è permesso in Italia. E neppure maltrattarli sarebbe permesso. Ma i giorni che precedono la festa del sacrificio islamico, ovunque è una mattanza. Con situazioni spesso inquietanti e pericolose. Come quelle che si sono consumate ad Arzignano, in provincia di Vicenza.
È stata una festa del papà diversa dal solito quella che ieri ha festeggiato Tiziano Luconi, la prima senza il figlio Mattia, il bimbo di 8 anni morto lo scorso settembre nell'alluvione delle Marche. Il piccolo si trovava in macchina con la mamma Silvia quando sono stati travolti dalla furia delle acque del fiume Nevola: la donna è riuscita a salvarsi, ma il corpicino di Mattia è stato trovato senza vita circa una settimana dopo la tragedia.
"La nostalgia è diventata la mia amica più fedele, ma Mattia non voleva mai vedermi triste. Quindi mi faccio forza anche grazie al mio lavoro", ha aggiunto Tiziano, che di professione fa l'educatore. "I miei figli, anche se non biologici, sono diventati tutti i minori che assisto nella comunità dove lavoro. Hanno dai 14 ai 18 anni. Insegno a parlare italiano, a cucinare, a svolgere alcuni compiti. A un paio di loro, che già conosco da anni, ho raccontato di Mattia. Gli ho spiegato come è andata la mia vita, ci siamo abbracciati e abbiamo pianto. C'è chi ha perso la sorella o la mamma nella traversata. Ci facciamo forza tra di noi che conosciamo il dolore di una perdita così lacerante", ha concluso.
La devozione alla Vergine Addolorata si sviluppa a partire dalla fine dell'XI secolo, con un primo cenno a celebrazioni dei suoi 5 gaudi e dei suoi cinque dolori, simboleggiati da 5 spade, anticipatrici della celebrazione liturgica istituita più tardi. Quando un ignoto scrisse Il Liber de passione Christi et dolore et planctu Matris eius iniziano le composizioni sul tema del Pianto della Vergine. Nel XII secolo, anche a seguito di apparizioni della Madonna, si ebbe un incremento di questo culto e la composizione dello Stabat Mater attribuito a Jacopone da Todi.
Inizialmente il culto dell'Addolorata era collegato alla Settimana Santa, poi è nata la sua festa, originariamente celebrata il venerdì prima della Settimana Santa o dopo la Pasqua ed infine al 15 settembre, in relazione alla festa dell'Esaltazione della Santa Croce, celebrata il giorno precedente. Ancor oggi in alcune località è festeggiata alle antiche date. Il culto dell'Addolorata è poi anche sottolineato dalle diffusione delle preghiere all'Addolorata e dalla recita del rosario dei sette dolori, specialmente nella Settimana Santa.
Il culto alla Vergine Addolorata inizialmente diffuso dai Servi di Maria, e oggi presente in alcune aree ma in buona parte è stato sostituito da altri culti a Maria resistendo, soprattutto dove è patrona o esistono confraternite, con la festa di settembre. In ogni regione ci sono località particolarmente dedicate a questo culto ma è soprattutto diffuso nel Varesotto, Bergamasco, Novarese, Lecchese, Liguria Emilia e Romagna.
La devozione per l'Addolorata, tra le popolazioni mediterranee, è tra quelle più sentite tra i culti mariani, forse perché la mostra nella sua condizione più umana. La Sicilia è sicuramente la regione in Italia più importante per il culto dell'Addolorata. Anche in Puglia ci sono importanti presenze. In queste regioni molto importante è il ruolo delle confraternite. In Calabria, l'Addolorata è celebrata in particolare nella Settimana Santa. La ricchezza e la varietà dei riti e delle feste dell'Addolorata trovano la loro massima estensione nella Settimana Santa. La vicenda del dolore di Maria si intreccia con le vicende della passione. Alcuni dei riti sono diversi da paese a paese, ma quasi tutti ripropongono lo schema dell'Entierro al venerdì Santo preceduto al giovedì dalla processione dedicata all'Addolorata. Nelle processioni, oltre al Cristo Morto e all'Addolorata, compaiono spesso le Varette o le Vare ossia piattaforme, di norma trasportate a spalla, dove sono rappresentate scene della passione di Gesù, come nel caso di Lamezia Terme, Pizzo Calabro, Barcellona Pozzo di Gotto, Amantea, Mili San Pietro e tanti altri ancora. A settembre i suoi festeggiamenti sono diffusi ma le processioni sono rare.
Numerose sono le statue, a volte con gli arti mobili, della Vergine Addolorata con i simboli tradizionali, utilizzate nelle processioni della Settimana Santa e della sua festa. Ma sono anche molto diffusi i dipinti e gli arazzi.
In conclusione Tutta la bellezza e il dolore è un documentario emozionante e vero, che non calca mai la mano su facili retoriche e lascia allo spettatore un messaggio civile ed etico utile se non necessario. È un viaggio in una memoria storica importante che dà la sensazione di non dover smettere mai di ricordare da dove arriviamo e cosa possiamo essere in grado di fare. Attraverso le diapositive delle fotografie della Goldin e attraverso le sue testimonianze concitate viene restituito alla perfezione allo spettatore il senso di trasgressione di quegli anni difficili e di un contesto culturale vivo e in continua crescita. Laura Poitras è una regista cosciente di quale sia la sua missione da documentarista civile e così come i suoi protagonisti combatte per qualcosa di cui si ha bisogno e lo fa nel modo più rispettabile possibile, con molto cuore.
Attorno alle 22 del 20 giugno 2000, a una festa del solstizio d'estate in Canada, circa venti persone hanno bevuto un bicchiere d'acqua mischiata con LSD. A causa di un errore di calcolo, la dose del potente psichedelico era circa dieci volte più alta di quella che pensavano di assumere. Per le 12 ore successive, quelle persone hanno vissuto una delle esperienze più intense della loro vita, un'esperienza che li avrebbe cambiati per sempre.
Uno dei casi esaminati dallo studio è quello di una 15enne che soffre di disturbo bipolare. Era una delle 20 persone che avevano accidentalmente fatto overdose di acido a quella festa per il solstizio d'estate in Canada. La 15enne aveva assunto la bellezza di 1100 microgrammi. Per le sei ore successive, il suo comportamento è stato imprevedibile. Si è coricata sul pavimento in posizione fetale, stringendo forte le gambe con le braccia. I suoi amici pensavano che stesse avendo un attacco convulsivo e hanno chiamato un'ambulanza, anche se nessuno poteva capire con sicurezza se si trattasse di un attacco, se avesse perso conoscenza o se fosse semplicemente persa nell'esperienza.
Haden sostiene di non essere rimasto stupito soltanto dalla sparizione dei sintomi, ma anche dal fatto che una dose così alta abbia potuto dar vita a una esperienza positiva. Nel suo rapporto, pubblicato nel Journal of Studies on Alcohol and Drugs, Haden ha anche inserito la storia di un altro individuo che ha partecipato a quella famosa festa, una 26enne che ha bevuto soltanto mezzo bicchiere (quindi circa 500 microgrammi) di acqua con LSD. Ai tempi lei non lo sapeva, ma era incinta da due settimane. Eppure non ha avuto alcuna complicazione e suo figlio, che oggi ha 18 anni, è perfettamente in salute.
Il caso più degno di nota incluso nel rapporto è però la storia, risalente al 2015, di una donna di 46 anni, che Haden chiama CB, che soffriva di dolore cronico a causa della malattia di Lyme. Un giorno CB ha sniffato una riga di polvere bianca credendo fosse cocaina. Quindici minuti dopo, si è resa conto che c'era qualcosa di strano e ha chiamato il suo coinquilino, che le ha spiegato che cosa era successo: aveva inalato una parte della sua riserva di LSD.
Quando finalmente l'effetto della droga è passato, dieci ore dopo, CB si sentiva normale, e il suo dolore cronico era completamente sparito. Aveva preso morfina ogni giorno per sette anni per tenere a bada i sintomi della malattia di Lyme. Dopo questa overdose di LSD, non solo il dolore era sparito nel nulla, ma non presentava sintomi di astinenza da oppiacei.
CB ha smesso di assumere morfina per cinque giorni, poi il dolore è tornato. Allora ha ridotto la dose di oppiacei e ha cominciato ad assumere microdosi di LSD (prendendo circa un quarto della dose tipica, 25 microgrammi) ogni tre giorni per qualche anno, prima di interrompere del tutto la morfina a gennaio 2018, di nuovo senza sintomi di astinenza.
Esistono alcune prove della capacità degli psichedelici come l'LSD di curare il dolore in quanto sostanze anti-infiammatorie, ma Haden è rimasto stupito del fatto che la droga abbia potuto aiutare a eliminare l'astinenza da oppiacei. "C'era già chi sosteneva che l'LSD avrebbe aiutato le crisi d'astinenza, ma non avevo mai visto una testimonianza diretta," dice. Non c'è quasi nessuna prova che l'LSD possa aiutare a superare il disturbo bipolare, men che meno che possa "curarlo". Ayelet Waldman, autrice di A Really Good Day, sostiene che il microdosing di LSD l'abbia aiutata a gestire i suoi disturbi dell'umore. In Svizzera stanno attualmente cercando pazienti che si sottopongano a una sperimentazione per analizzare l'LSD come terapia per il bipolarismo. Ma a parte queste due cose, non c'è molto altro.
La premessa storica a La casa del dolore altrui è la seguente: Siamo nel 1911, in Messico, in una zona denominata La Laguna, tra gli stati di Durango e Coahuila, la città più importante. e teatro dei fatti ricostruiti da Herbert, è Torreón. Nel maggio del 1911 a Torreón, appunto, avviene un massacro di cittadini cinesi, comunità ben insediata nella zona. Nelle cronache di quegli anni il massacro, piccolo genocidio, e nelle ricostruzioni storiche di tutto il secolo a venire, viene quasi sempre ricondotto al trambusto di quel periodo storico. Pochi mesi prima è scoppiata la Rivoluzione messicana, Porfirio Diaz, a quel tempo presidente, perderà il potere, sopraffatto dagli attacchi degli insorti, guidati da Pancho Villa, Francisco I. Madero e Emiliano Zapata. La rivoluzione è la comoda coperta sotto la quale si cela il più grande massacro di cittadini orientali mai avvenuto sul suolo americano. Herbert ha tolto la coperta. 041b061a72

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